Il mondo del commercio, a causa del Covid-19, sta accelerando il processo di digitalizzazione già in atto, così da far riscoprire il negozio di quartiere. Con il protrarsi dell’emergenza legata al Coronavirus e le conseguenti regole di distanziamento sociale e di chiusura forzata delle attività commerciali, anche il modo di fare acquisti ha subito un inevitabile cambiamento.

Secondo un’indagine condotta da Netcomm, il principale consorzio italiano del commercio digitale e punto di riferimento in materia di e-commerce, dall’inizio della pandemia il 75% delle persone che ha effettuato un acquisto online, non lo aveva mai fatto prima in vita sua; per quanto riguarda le aziende invece, circa l’80% ha dichiarato di aver acquisito nuovi clienti grazie al web già nei primi 15 giorni di emergenza da Covid-19.

Nel leggere dati di questo genere si pensa subito che ad averne beneficiato siano state le grandi multinazionali tipo Amazon: no, o almeno, non solo loro.

Nei momenti di grande difficoltà è noto che la figura dell’imprenditore sia quella deputata a prendere subito provvedimenti, che determinino azioni concrete alla risoluzione del problema.

Ecco quindi spiegato il trend in grande crescita che si è avuto per la nascita di nuovi store digitali legati alle piccole realtà locali, che ovviamente non avevano mai approcciato a questo tipo di vendita, dando così il via al concetto di “e-commerce di prossimità”.

Un esempio di reale cambio di rotta?  Approfondisci qui  tuttoggi.info

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